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Giancarlo Ciarpi, il Grosseto e i grossetani per lanciare la Maremma.
Scritto da Carlo Vellutini   
giovedì 11 marzo 2010
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La Banca della Maremma è ormai una realtà importante dello sport grossetano e del calcio in particolare.

Grosseto Non è un caso che proprio dal nostro sito il Sindaco Emilio Bonifazi abbia lanciato la sua idea di coinvolgere tre soggetti per la futura realizzazione della Cittadella dello Sport, il Comune, l'Us Grosseto e, appunto, la Banca. Una palla che il primo cittadino lancia e che il Direttore Generale dell'istituto di credito Giancarlo Ciarpi coglie al volo e, da appassionato di calcio e sport, estende il suo pensiero e le sue convinzioni anche ad altri temi dibattuti in questi giorni su vivigrossetosport. A partire dalla vetrina internazionale che la Maremma sta avendo grazie alle gesta del Grifone.

Direttore, partiamo dall'invito del Sindaco Bonifazi. Lo accogliete?

Sicuramente. La Banca è sempre stata pronta a confrontarsi per la realizzazione di impianti al servizio della città. Dunque se il Sindaco ci convocherà noi siamo ben lieti di accogliere l'invito”.

La preoccupazione è però sui tempi di realizzazione dell'opera. Quale è la sua idea?

Da quello che leggo e che comprendo parlando con alcuni addetti ai lavori è che, in effetti, al momento i tempi burocratici non sembrano così brevi. Dalle informazioni che abbiamo capiamo che il Terzo non ha problemi di acquisto dei terreni da parte del Comune di Grosseto, ma necessita di una variante al piano regolatore. Per la Serenissima, invece, si entrerebbe nei meccanismi di perequazione per l'acquisto dell'area in cui realizzare la cittadella ed anche qui i tempi non sembrano troppo rapidi”.

Lei ritiene la Cittadella dello Sport necessaria?

Assolutamente sì. Non solo per quello che rappresenta a livello sportivo, ma anche per il ruolo che potrebbe avere a livello sociale. Le faccio un esempio. Quando viaggio lungo la pista ciclabile o quando passo al fianco di via Giotto vedo come queste due realtà vengano vissute in maniera intensa e con gioia dai grossetani. Credo che la stessa cosa potrebbe avvenire con la Cittadella dello Sport. Questo anche per far capire che ho letto a fondo l'intervista che vi ha rilasciato il Sindaco e la condivido in pieno anche sulle priorità fissate, tipo le scuole. Però credo che l'impatto che la Cittadella potrebbe avere su Grosseto possa andare al di là dello sport”.

Nei giorni scorsi ho affrontato l'argomento del calcio come vetrina della Maremma. Lei come si pone di fronte a questo tema?

“Sono d'accordo con la sua posizione in merito al fatto che il calcio può essere un veicolo importante per promuovere il brand Maremma. Anche più di tante iniziative che, spesso, hanno poi scarso riscontro sul piano pratico. Le faccio un esempio citando proprio il fatto che Pinilla sta dando un contributo importante in tutto ciò. Sabato scorso nel corso di 90° minuto il conduttore Mattioli ha fatto un riferimento al Grosseto dicendo che noi non vogliamo essere chiamati toscani, ma maremmani. In precedenza ciò non sarebbe mai accaduto. Anche questo è un modo per promuovere quel marchio Maremma che da tempo facciamo fatica a lanciare. Ed in questo i campioni del calcio diventano testimonial importanti per la nostra terra”.

Ma questo valore aggiunto rappresentato dal Grosseto viene realmente capito?

“Purtroppo no. Secondo me a Grosseto c'è difficoltà ad aggregare le forze intorno ad un progetto serio e positivo. In qualsiasi settore. Sembra quasi che se uno ha una buona idea ci debba per forza essere qualcuno che deve dire il contrario. Prendiamo esempio da realtà a noi vicine e rivali, tipo Livorno e Siena. Lì tendono a fare squadra dietro un progetto importante, qui, invece, spesso ci dividiamo. A Siena al primo anno di B fecero 5mila abbonamenti, da noi facciamo fatica a farne 2mila con la squadra che lotta per la A”.

Non è solo una questione di marketing?

No, perché il Grosseto così in alto nel calcio non ha bisogno di essere pubblicizzato per invogliare la gente a seguire la squadra. Il calcio è un veicolo promozionale unico. Ho colleghi che mi chiamano da tutta Italia commentando le gesta del Grosseto. Prima non lo facevano, oggi sì. Qualcosa vorrà dire. Pensate anche ai grandi personaggi del calcio che oggi parlano del Grosseto. Preziosi e Moratti su Pinilla, tanto per fare un esempio. Prima non accadeva. Anche questo dà visibilità alla nostra città e dovrebbe invogliare la gente ad andare allo stadio”.

Ci sarebbero enti preposti ad occuparsene...

Ci sarebbero, ma non lo fanno. Qui non si è sposato un progetto imprenditoriale di una persona, Piero Camilli, che sta dando tanto alla Maremma. Lui pensa alla squadra ed all'impresa Grosseto, al contorno ci dovrebbero pensare altri. Non voglio assolutamente polemizzare, però da qualche settimana abbiamo un nuovo direttore dell'Apt (Agenzia per il Territorio). Non ho mai letto una sua dichiarazione sul Grosseto. Eppure per lanciare l'immagine della Maremma la nostra squadra dovrebbe essere importante”.

Forse ancora non si crede nello sport come veicolo di promozione turistica?

Qualcuno forse non lo fa. Noi come Banca della Maremma sì. Le faccio un esempio dal 28 al 30 maggio prossimi abbiamo organizzato nella nostra città il torneo nazionale delle Banche di Credito Cooperativo di Calcio a 5. Arriveranno quattromila persone che conosceranno la nostra provincia, si sistemeranno nei nostri alberghi e mangeranno nei nostri ristoranti. Non è forse un esempio di sport come veicolo promozionale per la nostra terra?”

Forse è questione di professionalità nominate ai vertici di tanti enti che si dovrebbero occupare di questi temi?

Anche questa può essere una lettura. Non discuto assolutamente le professionalità di chi occupa certi ruoli, ma non capisco perché ci sono grossetani che stanno lavorando benissimo in altre realtà nazionali in posizioni di prestigio e da noi, anziché valorizzare risorse nostre riportandole a Grosseto, cerchiamo soggetti che vengono da fuori. La Asl ha un direttore che non è grossetano, così come l'Apt o l'Azienda Agricola di Alberese. Forse siamo un po' malati di esterofilia. Io credo invece che nei ruoli chiave vadano utilizzate le professionalità nostre che nascono in Maremma e che questa terra la amano. Potrebbero dare una spinta in più per lo sviluppo del nostro territorio, Nel futuro mi piacerebbe vedere i direttori generali di Provincia e Comune nati e cresciuti qui e che della nostra terra conoscono tutte le problematiche perché la stessa la vivono”.

La Banca della Maremma è stata la prima a scommettere sul Grosseto calcio. Una scelta vincente?

Sì e la rifaremmo anche oggi. La gente ha capito il nostro impegno ed il messaggio che lanciavamo di voler scommettere forte sulla nostra terra attraverso il Grosseto e, devo dire, che ci ha anche premiato”.

Avvicinandosi all'estate torna in auge l'argomento sagre. Quale è la sua posizione in merito?

Come sapete benissimo io sono appassionato anche di calcio dilettantistico e vedo attorno alle sagre persone encomiabili che si impegnano con un entusiasmo fuori dal comune. Sono favorevole alle sagre che hanno uno scopo sociale per i nostri paesi, che li fanno vivere in certi periodi dell'anno e che contribuiscono a far andare avanti tante società per le quali questi eventi sono l'unica fonte di sostentamento e senza le quali chiuderebbero. Se ciò avvenisse sarebbe un danno per tanti paesi e per tanti giovani e bambini che, grazie al calcio, possono svolgere attività sportiva anche vivendo lontano dalla città”.

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addetto   |80.64.113.xxx |2010-03-11 13:37:15
la risposta che dal il signor ciarpi può essere considerato un manifesto per
tutte le società che organizzano le sagre.grazie signor ciarpi
Ale  - Bravo Ciarpi   |88.59.37.xxx |2010-03-12 14:31:00
Bravo, bravo e ancora bravo!!! Caro Ciarpi mi complimento per la sua intervista
da maremmano vero!!! Non sono cliente della Banca della Maremma ma lo diventerò
presto!!! Anche grazie alla sua intervista!!!
un ristoratore   |79.9.192.xxx |2010-03-13 00:18:15
sagre "vere" si, non ristoranti abusivi improvvisati dai menù più
disparati. Sig. Ciarpi,da ex calciatore dilettante, le assicuro che bastano
pochi sponsor per fare la squadretta del paese, non cifre esorbitanti. Sennò,
provi lei a lavorare nella sua banca, solo con le sagre..poi mi fa sapere.

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Ultimo aggiornamento ( giovedì 11 marzo 2010 )
 
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