L'ingaggio di Mauro Esposito ne è un esempio. Era il giocatore che serviva, ha qualità ed esperienza e dunque lo si è acquistato. Certo è una scommessa, ma è anche chiaro che un calciatore di questa portata se fosse stato bene non sarebbe mai venuto al Grosseto. Detto questo posso capire l'amarezza di chi sognava i colpi necessari per andare direttamente in A, ma dobbiamo anche fare i conti con la realtà. Come dice il presidente Camilli: per stare a questi livelli bisogna mettersi in testa che il Grifone se ha qualche grande giocatore lo deve vendere. Un'affermazione che contiene in se stessa un'altra grande verità: il miglior acquisto del mercato di gennaio del Grifone è la permanenza di Mauricio Pinilla.
Se Esposito confermerà il suo valore e se Pinilla continuerà così il Grosseto può veramente giocarsi le sue chance fino alla fine per cercare un clamoroso passaggio in serie A. Non dico dunque che si giocherà i playoff, ma la promozione diretta. Se andiamo infatti a guardare il Sassuolo di Pioli, l'Ancona o il Cesena non sono certo più forti del Grifone. Qualcosa in più potrebbero avere il Lecce e, forse, il Brescia. Così come il Torino. Ma ci sta che qualcuna di queste possa steccare ed un team biancorosso concentrato potrebbe approfittarne.
Detto questo credo che le dichiarazioni di Piero Camilli che abbiamo avuto in diretta su TV9 sul futuro del Grifone non solo debbano essere rassicuranti, ma debbano far ulteriormente capire quello che è il progetto Grosseto per il massimo dirigente biancorosso. E non lo si può capire se non si analizzano i dieci anni di gestione dell'imprenditore di Grotte di Castro. L'inizio della sua presidenza si è infatti caratterizzata per la ricerca dei risultati. Ad ogni costo, anche a quello di cambiare completamente una squadra nel mercato di gennaio. Successivamente ha raggiunto categorie più impegnative (quelle della ex serie C) e si è investito con maggior oculatezza. Fino ad arrivare alla serie B, quella categoria in cui con una gestione imprenditoriale il Grifone si può togliere diverse soddisfazioni e – come dice Camilli- con un po' di fortuna anche ritrovarsi in A. E' qui che parte un progetto diverso. Che non può prescindere dall'inserimento in società dei tasselli giusti al posto giusto. Dirigenti che si chiamano Scalone, Cipollini e Iaconi. Una società semplice, ma che lavora di comune accordo. Mai come quest'anno la sinergia tra società ed allenatore è stata così forte e questo ha fatto sì che un'annata iniziata con grandi difficoltà possa proseguire nella ricerca dei migliori successi. Camilli inizia poi a parlare di settore giovanile. Certo un conto è pronunciare questa parola, uno è fare i fatti. Non dobbiamo dimenticarci che il Grosseto parte in ritardo rispetto ad altre realtà italiane. Però dovrà cercare di raggiungerle. E per farlo ha bisogno del sostegno delle altre società della nostra provincia. Sarò polemico, ma non capisco il senso di società maremmane che stringono accordi con realtà di fuori provincia, quando valorizzando il marchio Grosseto si possono ottenere ritorni d'immagine ancora maggiori. Le istituzioni politiche – chiamate spesso in causa anche per altri aspetti- secondo me potranno recitare un ruolo importante anche per creare un progetto Grifone a largo raggio.
Il resto dovranno farlo la società ed i dirigenti. Anzi, per adesso questi hanno fatto molto. Da qui al 30 giugno loro dovranno lavorare per ciò che verrà, cioè per la prossima stagione gestendo l'attuale. Per quello che invece accadrà in campo e per coronare i nostri sogni di gloria la palla passa invece all'allenatore ed ai giocatori. Sono loro i gestori del presente...e di conseguenza anche del nostro prossimo futuro.