Grosseto (Gr). Oramai il calcio grossetano è evidente che richiede di rinnovarsi. Non perchè la classe dirigente non sia competente, anzi, ma forse in alcuni casi servirebbe una sorta di "rinfrescata" a livello generale per comprendere meglio anche le esigenze delle società.
Certo che trovare dirigenti che possano affiancare persone preparate come Gianni Cauti, Fabrizio Comandi e il presidente Aia Ferretti non è certamente facile.
Il primo punto da tenere in considerazione è che comunque questi dirigenti fanno del vero e proprio volontariato, talvolta e ne siamo sicuri rimettendoci di tasca propria.
E ad oggi siamo sicuri che poche persone farebbero la solita cosa; un caso evidente è la mancanza di direttori di gara che noostante il prodigrarsi degli organi Aia non rispondono mai così numerosi ai corsi per diventare arbitri, con conseguente ricadute poi sulla qualità di coloro che vengono mandati a dirigere.
Non a caso in terza categoria non è più quella categoria dove vengono "lanciati" i nuovi Velotto o Colasanti, ma vengono lasciate aipiù anziani a coloro che lo fanno solo per passione e quando questa manca sono dolori.
E forse a breve questo problema ci sarà anche per le squadre di calcio, dove ci sono sempre meno dirigenti che vogliono investire il loro tempo libero per la formazione del proprio paese.
E allora sarebbe meglio confrontarsi tutti e non stare dietro alle barricate o alle ripicche e forse crediamo sia giusto che ancora una volta siamo noi a sollevare questo "problema", anche se potremmo rimanere "antipatici" e magari in qualche maniera pagarne le conseguenze.